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Per noi che viaggiamo per cibo, sono due le sorprese che vorremmo trovare sotto l’albero: un biglietto aereo e una prenotazione al ristorante.

Abbiamo immaginato di scrivere una lettera a Babbo Natale: un po’ unta, un po’ pronta per essere piegata a forma di aeroplanino di carta. Per andare verso il Paese che ci fa venire fame, per viaggiare per appetito e per curiosità.

Quale ristorante vorreste trovare sotto l’albero di Natale come regalo? Ecco le nostre risposte: la nostra To eat list, in ordine alfabetico di destinazione.

Abruzzo

Un viaggio, ma in Italia. Così la pensa Fabrizio

Il Perù mi attrae molto, il Giappone l’ho appena sfiorato, Islanda e Lofoten mi aspettano. Lo spirito è il viaggio, e questo è il carnet dei desideri. In cima però c’è Niko Romito, ma a casa sua, al Reale. Mi aspetto per lui la stessa nostalgia che avverto per Crippa del Piazza Duomo a Alba e per Camanini del Lido 84 sul lago di Garda.

La foto in apertura è un piatto di Niko Romito: ravioli ripieni di mandorle con il brodo speziato di funghi. La foto è di Brambilla – Serrani .

Londra

A Londra vorrebbe andare Stefania, da Barcellona: sceglie una meta, ma anche un’idea. Di Refettori ne esistono anche in altre città.

Vorrei poter visitare il Refettorio Felix di Massimo Bottura, questa bellissima mensa solidale che cucina con ingredienti di scarto. Penso che farebbe bene alla mia anima nutrirsi di progetti come questo.

Milano

In Italia rimarrebbe anche Veronica, anche perché ha avuto la fortuna di viaggiare tantissimo negli ultimi mesi, “e tanti posti mi sono rimasti nel cuore”.
Milano, per la precisione.

Sceglierò però un posto che in realtà è abbastanza vicino a casa mia, o comunque in Italia. Se ne sta parlando molto, ed è 28 posti Bistrot a Milano, di Marco Ambrosino. Sublime, un’esperienza incredibile, in un posto che è esattamente come piace a me: eccellente, bello, ma senza quell’aura di troppa formalità che a volte esclude. Un posto per tutti, un messaggio che arriva a tutti.

Normandia

Con Rossella andiamo in Normandia: “Mi concederei un’altra cena a La Bruyère e  non solo per l’ottimo burro che aveva.”
Il ristorante si trova in Normandia, ma in una parte nascosta o quasi chiamata Cotentin, in centro a Jobourg.

La cucina la ricordo ottima e fortemente legata al territorio e a ciò che questo, giorno per giorno, offre. Mi colpì per quell’indescrivibile alchemia che lì si può creare tra perfezione e semplicità. Mi manca per quell’aria di famiglia e comunità assieme che lasciava.
Per me è un posto al limite della stella Michelin ma con un proprietario che serve modestamente in jeans. Senza arie e senza inutili giri di parole.

New York

Da Siena a New York, pensando al pastrami: ecco il regalo di Natale per Tommaso.

Quindici anni fa sono stato a New York per la prima volta, e da allora sogno di tornarci. Quest’anno sotto l’albero vorrei trovare il Katz’s Delicatessen di New York, dove hanno girato la scena più famosa di Harry ti presento Sally, e vorrei anche il loro panino al pastrami, fatto con pane di segale, senape e cetriolini.

San Francisco

Giulia vorrebbe volare a San Francisco.

Più che un ristorante, io vorrei un forno, quello di Tartine bakery di San Francisco. Vorrei provare il loro pane, la loro pizza, i loro croissant. Mi sono innamorata di loro e della filosofia che c’è dietro ogni pane che sfornano attraverso il loro libro, Tartine Bread, con le splendide fotografie di Eric Wolfinger.

Thailandia

“Negli ultimi mesi ho una forte nostalgia della Thailandia”, dice Mariachiara.

Vorrei tornare a Bangkok e mangiare al Bo.Lan, il ristorante di Bo Songvisava che serve piatti di cucina thai tradizionale: fa riscoprire ingredienti e ricette che rischiano di essere dimenticati. Ho conosciuto il ristorante grazie alla serie Chef’s Table e da quel momento non smetto di pensarmi in Asia, in una delle città che più amo al mondo, a mangiare quella che è una tra le cucine più incredibili dell’intero universo.

Tokyo, New York, Singapore

Sandra non ne sceglie solo uno, e come darle torto. Vorrebbe provare il Bulgari di Tokyo , con lo chef Luca Fantin:

Per quel suo rigore tipicamente giapponese condito con l’estro e il calore della cucina italiana”.
O ancora l’Eleven Madison Park a New York per provare l’ebrezza di una cena da loro, con uno dei servizi di sala più premiati e famosi del mondo e una cucina altrettanto all’altezza.
O infine mangiare nei due stellati di Singapore, quindi un autentico street food cinese: Hill Street Tai Hwa Pork Noodle e l’Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice and Noodles.

Toscana

Valentina gioca in casa, nella sua Toscana

Sotto il mio albero di Natale vorrei trovare una cena per due a base di bistecca alla fiorentina e tartufo. Amo la carne, ma soprattutto amo la carne al sangue come la bistecca alla fiorentina. Vorrei che Babbo Natale mi portasse un pranzo seduti davanti al camino scoppiettante all’Antica Porta di Levante di Vicchio.

E voi, quale ristorante vorreste trovare sotto l’albero?

Autore

Noi di WithGusto
Noi di WithGusto
Ciao, siamo Mariachiara, Giulia e Tommaso: facciamo guide e consigli pratici da consultare per chi ha fame di cose buone a tutte le ore, per godere del viaggio in ogni momento.