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Questo sarà un post scritto in prima persona, perché parla di un periodo di tempo in cui non eravamo ancora diventati noi, e anzi: spiega il perché siamo un “noi”.
Si tratta di uno dei primi articoli in cui racconterò come è nato questo progetto, quali sono state le difficoltà e quali le vittorie: come sempre, se c’è qualcosa che può essere utile, ho imparato a condividerla.

Credo anche che questo “spirito di servizio” sia tra i motivi per cui da quando WithGusto è nato ho trovato solo persone che in modi diversi hanno contribuito a farlo conoscere, a dare una mano, a segnalare sviste in maniera gentile: so che chi legge me (Mariachiara) e chi segue e compra le guide di WithGusto è una sovrapposizione che per ora ha un grande peso e che col tempo si assottiglierà sempre di più, ma anche qui vorrei portare la stessa gentilezza.

Cominciamo, con le 5 cose che ho imparato facendo WithGusto!

1. Segui quello che risuona

Uno dei complimenti più frequenti è quello relativo al claim:

Chi viaggia per cibo ricorda per sempre dove è stato

L’ho pensato per mille anni?
No, l’ho gettato giù di pancia scrivendo i testi provvisori del sito per Carmen, in un mese oberato di lavoro: non era limato, ma era perfetto. 
È lo stesso criterio con cui ho scritto a Sandra, Veronica e Stefania tra marzo e aprile di quest’anno, usando queste parole

Ti scrivo per un progetto personale che vedrà la luce in questo 2018, e in cui vorrei coinvolgerti.
Si chiama WithGusto, e sono una serie di guide gastronomiche & altre cose belle pubblicate in formato eBook: le guide sono scritte da foodwriter italiani e internazionali, e sono guide a cosa mangiare e comprare alle principali città europee – per ora, poi il progetto è arrivare ancora più lontano.

Sono guide che sono pensate per chiunque voglia trasformare il proprio viaggio in un viaggio di piacevolezza: che sia un viaggio di lavoro o di piacere, un weekend o un periodo più lungo, la guida fornisce indirizzi gastronomici e di shopping per fare una pausa felice.
Il criterio con cui vengono quindi scelti i locali e i negozi di WithGusto non è quello delle stelle Michelin o di altri sistemi di rating, ma il punto di vista dell’autore: un foodwriter che ama le cose belle e buone.

WithGusto era un nome e non aveva un logo, non c’era nessuna promessa di ricchezza, ma è risuonato, e credo sia tra i motivi per cui le tre autrici ci hanno creduto da subito.
Questo è anche un modo per ringraziarle, e per dire: da qui facciamo risuonare tutti i piatti del mondo, insieme.
Sono due esempi per dire la stessa cosa: se c’è qualcosa che risuona, è quella giusta.

2. Compri un prodotto quando ti fidi delle persone

Questa in realtà è una di quelle cose che recitano tutti i manuali di marketing, e che vi racconto anche per dirvi qualcosa in più sul perché di certe scelte: le persone seguono le persone, non le aziende.
Qui su WithGusto ogni autore della guida, ogni firma del blog, ogni persona che ci tagga su Instagram ha una faccia, e una reputazione. Ha una rete, e una fame che soddisfa in modi diversi.

Ho scelto che WithGusto fossero i foodwriter che scrivono, condividono, raccontano, fanno venire fame: il tutto sotto un’unica grafica, un editing omogeneo, un tono di voce positivo, allegro, incoraggiante. Perché chi segue un’azienda segue delle persone, e quelle persone devono essere affidabili. Non me ne vogliano quindi chi ci sta scrivendo dicendo di voler collaborare ma non è un foodwriter: questa è la nostra scelta, dedicata a chi viaggia per cibo.

È una scelta pensata, ma anche una lezione che sto imparando: voglio arrivare alle tazze, ai poster, alle consulenze, ma senza le persone non sarei nemmeno partita.

3. Crea il fan club, ma prima impara a esporti

Ho cominciato a raccontare di WithGusto mesi fa su Instagram, chiamandolo Giorgione: non era una strategia, ma l’ho fatto molto bene. Di nuovo: quando leggi i post di marketing ti dicono tutti la stessa cosa: comincia a raccontare tutto, da quando sei dietro alla serranda del tuo negozio che ancora non è nato a quando la alzi.
Io ne parlavo così come parlavo delle mie giornate, perché WithGusto è ormai il terzo braccio con le posate attorno 🙂
Un mese fa ho fatto un’altra cosa: ho creato una presentazione B2B e l’ho mandata a delle persone molto intelligenti che fanno lavori nel marketing: cosa ne pensi, gli ho chiesto?

Insomma, ho cominciato a espormi molto prima che WithGusto venisse fuori, costruendo aspettative e ricevendo feedback sacrosanti.
Il risultato è stato che quando WithGusto è nato, aveva già il suo fan club.
E lo dico: non sarebbe stato possibile, o non con questo effetto WOW, se io fossi stata Mariachiara che il giorno zero si mette online e prova a creare un brand e non Maricler.

Quindi: magari non stai pensando di creare un marchio, o un’azienda, ma intanto vai, scegli cosa esporre, e fallo.

4. Un imprenditore da solo è un imprenditore stanco

Quando ho pensato a WithGusto ho pensato subito a Giulia e Tommaso, ma non gli ho scritto: non avevo le idee chiare, non volevo dirgli “Ei, credi anche tu nei MIEI sogni”, non avevo nulla da dargli. Ma continuavo a pensare: sono le persone giuste con cui lavorare.
Siamo completamente diversi, abbiamo competenze complementari, siamo tutti e tre onesti, e convinti del valore delle cose fatte per bene, e non siamo amici anche se ci vogliamo bene: che bel mix.

Poi con la scusa del blog gli ho finalmente mandato una mail, per invitarli a scrivere un post: poi con vocina sottile ho aggiunto “se poi volete ne parliamo in maniera più ampia”. Hanno voluto, per mia fortuna. A oggi è un’unione che sta crescendo, ma sappiamo che possiamo confrontarci, e portare i nostri, diversi punti di vista, in questo e altri progetti. E, parlo per me, mi sento meno sola, e più forte.

5. Fare e sprogrammare

Il fare per me è sempre stato preceduto dal programmare, e la programmazione spesso è un insieme di istruzioni che servono a tenere le fila di un processo. Finito il punto 1, si passa al 2.

WithGusto mi ha insegnato che il risultato conta molto di più delle regole per arrivarci, perché se pensi solo all’obiettivo magari scopri che quelle regole ti appesantiscono. Se sei un imprenditore che non ha troppe risorse, sei già troppo carico per permetterti di accogliere cose che ti stanchino ulteriormente.
Un grande giro di parole per raccontare di quel giorno che ho sprogrammato e ingannato MailChimp, insomma.

E anche per spiegare come un giorno, camminando in un parco, ho pensato a quella frase “se vuoi, puoi”, che, non so voi, ma a me ha sempre gettato nella frustrazione: ho capito che è un inganno per vendere agende motivazionali, perché finché la ripeti, non c’è modo di fare.

Fare è prendere il potenziale e portarlo a terra: non esiste un “se vuoi, puoi”, ma solo un “se fai, fai”.
E ho fatto: eccovi WithGusto.

 

Autore

Mariachiara Montera
Mariachiara Montera
Founder di WithGusto.
Viaggio da sola e viaggio per cibo, mi piace programmare e vado matta per le aspettative: l’appetito e l’entusiasmo mi ricordano che sognare una colazione è un atto di resistenza alla sciatteria e alla bruttezza.